Ultima modifica: 15 Febbraio 2018

Piano Didattico Personalizzato (PDP)

La scuola è iniziata ormai da oltre un mese e sono molte le incombenze dei docenti in questo periodo, come la stesura delle programmazioni e delle progettazioni annuali o la predisposizione delle uscite didattiche e dei viaggi d’istruzione. Tra di esse, ricordiamo, vi è la predisposizione di alcuni importanti documenti riguardanti gli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con altri Bisogni Educativi Speciali (BES). Nel primo caso, solitamente entro il mese di Novembre, bisogna predisporre un Piano Educativo Individualizzato (PEI), che, se si tratta di prima certificazione, dev’essere preceduto da un Profilo Dinamico Funzionale (PDF). Negli altri casi, invece, occorre stilare un Piano Didattico Personalizzato (PDP), obbligatorio per gli alunni con DSA e da preparare entro il primo trimestre dell’anno scolastico o comunque entro tre mesi dalla consegna della diagnosi a scuola.

In merito al PDP, pertanto, ci sono alcune importanti distinzioni da fare. In alcuni casi, infatti, si tratta di un documento obbligatorio, in altri facoltativo. Nello specifico, in base alla L. n. 170/10, al decreto attuativo n. 5669/11 ed alle Linee Guida annesse, per gli alunni con DSA è prevista obbligatoriamente la stesura di un PDP contenente gli strumenti compensativi e le misure dispensative necessarie al successo scolastico dell’alunno. Tale documento ha pieno valore formale e quanto in esso stabilito dev’essere garantito anche in sede di verifiche e di esami finali.

Il PDP, però, può essere redatto anche in presenza di altri BES, diagnosticati o meno. A tal proposito ricordiamo che la direttiva ministeriale del 27/12/12 distingue tre sottocategorie di BES: disabilità, Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ed evolutivi specifici e svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale. Oltre agli alunni con disabilità e con DSA, quindi, per i quali sono previsti interventi disposti per legge, vengono riconosciute anche altre tipologie di BES. Alcune di esse hanno carattere evolutivo e possono essere diagnosticate, come i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD); altre, invece, sono riconducibili a diverse forme di svantaggio derivante da disagi economici e sociali, linguistici o culturali. E’ il caso, ad esempio, dei bambini e dei ragazzi che vivono importanti forme di marginalità o che sono da poco arrivati in Italia. In tutti questi casi si prevede la possibilità di predisporre un PDP; esso, però, non ha il carattere di obbligatorietà, ma è deciso di volta in volta dal Consiglio di classe o dal Team dei docenti e può riguardare anche brevi periodi. Le disposizioni in merito alle modalità di personalizzazione per tali situazioni sono state delineate nella CM n. 8/13. Ulteriori indicazioni sulle modalità di intervento vengono poi fornite nella nota n. 2563/13.

E’ il caso di ricordare, infine, che anche in assenza di tali piani di lavoro relativi ai diversi Bisogni Educativi Speciali è sempre possibile attivare percorsi di individualizzazione e personalizzazione, in virtù di quanto disposto dal DPR n. 275/99 e della L. n. 53/03.

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